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l contemporaneo ricercatore locale, Giorgio Angeletti, parlando della chiesa, scrive: «(…) Così come oggi ci appare il convento non ha più nulla che in qualche modo lo ricolleghi alla sua origine, molte infatti sono state le modifiche e gli ampliamenti che ha subito nel tempo e che hanno riguardato anche la chiesa, in origine ad unica navata sostenuta da tre archi di pietra concia in forma di angolo acuto e con copertura a capriate.
A mezza chiesa stava il coro antico ed aveva la porta per entrare in convento ove ora è il pilastro fra l’altare della corda e l’organo. Seguiva poi la cancellata con due altari, uno per lato: a destra l’altare di S. Ludovico, a sinistra l’altare commissionato dal Terzo Ordine con una statua di S. Elisabetta, regina d’Ungheria. Dentro la cancellata stava l’altare maggiore con una immagine della Madonna e con i santi protettori della comunità. Dice la menzionata cronaca che subito a sinistra nell’entrare in chiesa, vi era una figura bellissima dove ora è l’altare del Ducci (l’anonimo compilatore della cronaca contrae il nome Odducci in Ducci; trattasi dunque dell’attuale altare della Crocifissione), cioè una Madonna pallida nel feretro, con velo bianchissimo ed intorno, tra molti lumi, gli apostoli addolorati, in preghiera. A questo affresco della «Dormitio Virginis» fa riferimento anche un atto del 1612, in cui Don Bernardino Odducci dichiara che, nel 1411, 26 agosto, Ser Angelo Odducci avrebbe fatto dipingere «in pariete sinistra dicte ecclesie mortem beate Marie Virginis cum omnibus apostolis ac in dicta pariete in qua subtus baram in qua iacet dicta beata Maria sunt hec verba, videlicet: “Hoc opus fecit fieri Ser Angelus Ogducii de Stronconio pro anime sue et suorum defunctorum, 1411 die 26 augusti (...)”.
Al 1575 risalgono i lavori che hanno trasformato il convento e la chiesa allo stato attuale, con la eliminazione dei quattro gradini, che consentivano di entrare in chiesa, e conseguente abbassamento del piano di calpestìo, la costruzione di una seconda navata realizzata ampliando la cappella dedicata a S. Sebastiano, fatta erigere dalla comunità intorno al 1450/1460, come testimoniano le Riformanze, nella riunione dell’Arengo del 6 settembre 1478. Giovanni Mattielli, alzandosi in piedi e invocato il nome di Cristo, dice, per conto del padre guardiano di S. Francesco, che sono già trascorsi diversi anni dacché, a devozione di Dio Onnipotente, della Vergine Maria e di S. Sebastiano, la comunità di Stroncone fece erigere la cappella di S. Sebastiano nel convento di S. Francesco affinché cessasse la peste nel castello di Stroncone. Ma la cappella non è finita, né dipinta come era stato stabilito, pertanto il guardiano sollecita nuovamente la Comunità perché la cappella venga dipinta e si faccia davanti una cancellata che si possa chiudere. Tutto questo affinché l’Altissimo, per intercessione di S. Sebastiano, allontani la peste da questa nostra terra. Abbelliva la cappella una statua lignea del santo, della fine del secolo XV, oggi custodita nella sala consiliare del Municipio di Stroncone.
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Stroncone, chiesa di San Francesco d’Assisi: Cappella di Sant’Antonio da Padova
Affresco di Tiberio d’Assisi (1509)
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Al giorno d’oggi l’edificio sacro presenta, nel portico esterno, due cappelle: quella di S. Antonio da Padova (1499-1500), con un bellissimo affresco del 1509 di Tiberio di Assisi, raffigurante Madonna in trono col bambino e quattro santi, S. Michele Arcangelo, S. Bonaventura, S. Girolamo, S. Antonio da Padova; sul fondo un bellissimo paesaggio di mare. Alla parete sinistra S. Rocco in veste di pellegrino e, a sinistra Gesù Cristo e, in ginocchio, S. Caterina; una scritta in basso ricorda che questa pittura fu commissionata da Virginia Palloni Ledderucci.
L’altra cappella, dedicata a S. Antonio abate, ha una statua del santo e, intorno e sulla volta, storie della sua vita.
All’interno la chiesa ha due navate, una grande e una piccola, e i seguenti altari con relative opere d’arte:
Altare del Crocifisso: fatto erigere, nel 1615, da Bernardino Odducci nel luogo a lui concesso dal Padre Arcangelo, guardiano, e dai frati. La pala, olio su tela, raffigura la Crocifissione, con almeno trenta figure e di buona mano.
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Stroncone, chiesa di San Francesco d’Assisi “Crocifissione” (sec. XVII)
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Altare della Corda o di S. Bernardino: fatto realizzare dai frati con il contributo della compagnia della Corda; la pala presenta S. Francesco in atto di distribuire il cordone a santi e sante dell’ordine. Era officiato il giorno di S. Bernardino, 20 maggio, dalla Compagnia; il giorno di S. Francesco, 4 ottobre, dalla famiglia Malvetani; il giorno di S. Chiara, 12 agosto, dagli eredi di Sertorio Santi; il giorno delle stimmate di S. Francesco, 17 settembre, dagli eredi di Antonio Angeletti.
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Stroncone, chiesa di San Francesco d’Assisi “Francesco d’Assisi e il cordone” (sec. XVII)
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Altare maggiore: l’altare attuale ha sostituito quello più antico che era della comunità, i cui rappresentanti, nei giorni di festa, partecipavano in abito alla messa.
Nella volta dell’abside S. Francesco sospeso sulle nuvole, circondato da cherubini e serafini festanti; a sinistra il B. Antonio Vici, a destra il B. Giovani Vici, al centro lo Spirito Santo che irradia raggi di luce.
Nella navata piccola abbiamo l’altare del Terz’Ordine: fatto nel 1656, indorato nel 1639, con pala raffigurante l’apoteosi di S. Francesco e S. Chiara. In alto il Padre Eterno, Gesù, la Madonna e lo Spirito Santo con angeli intorno; al centro S. Francesco a sinistra, S. Chiara a destra, entrambi in adorazione. In basso un grandissimo stuolo di terziarie in atto di preghiera. A sinistra un piccolo riquadro con veduta di paese, senza dubbio Stroncone. Veniva officiato dalle terziarie ogni prima domenica del mese, per la festa di S. Elisabetta, S. Giovanni Battista e per S. Sebastiano. In quest’ultimo caso partecipavano alla messa anche i rappresentanti della comunità, in abito e con offerta di cera.
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Stroncone, chiesa di San Francesco d’Assisi “Maria con il Bambino e San Francesco” (sec. XV)
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Altare della SS. ma Concezione o altare Malvetani: l’affresco, opera di Scuola umbra del sec. XV, staccato, con tutti i danni ancora oggi visibili, dal luogo in cui si trovava (nella parete di destra entrando in chiesa) quando fu realizzata la navata piccola, ritrae Maria in trono con Gesù lattante, che stringe un cartiglio con la scritta: “Ego sum lux mundi”, due angeli ai lati e, a destra, S. Francesco. L’opera fu commissionata dalla famiglia Malvetani, che provvide poi ad erigere e dotare la cappella; nel paliotto dell’altare - opera pregevole del '600 come pure quelli degli altri altari -, in basso è raffigurata l’arme della famiglia, mentre al centro è ricordata la traslazione della santa casa di Nazaret a Loreto.
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Stroncone, chiesa di San Francesco d’Assisi: “Corpo del Beato Antonio Vici”
(1381-1461)
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Cappella di S. Diego: la pala, molto interessante sul piano artistico, rappresenta S. Diego che guarisce un sordo ed è opera di Baldassarre Croce, pittore bolognese, del 1607. La cappella fu costruita da mastro Gregorio Contessa, e veniva solennemente officiata il 12 novembre dai suoi eredi. In questa cappella il popolo di Stroncone venera il corpo incorrotto del suo più illustre concittadino, il beato Antonio Vici, già compatrono di Stroncone insieme a S. Michele Arcangelo ma, ormai da tempo, promosso per volontà e devozione popolare a unico patrono di Stroncone. Stando alla testimonianza del canonico Domenico Salvati l’ultima grande festa in onore dell’Arcangelo Michele sarebbe avvenuta nel 1712, segno evidente che il culto del Beato si era ormai fortemente consolidato non solo nel territorio di Stroncone, ma anche, sia pure in ambito circoscritto, fuori. A lui vengono in devoto pellegrinaggio singoli e gruppi per chiederne l’intercessione presso l’Altissimo, o a ringraziarlo per una grazia ricevuta come dimostrano i numerosi ex voto presenti nella cappella. Il suo culto, ancora oggi, rimane limitato all’ambito locale, forse sarebbe già azzardato allargarne l’orizzonte a livello comprensoriale; ciò malgrado egli, come un’antica divinità, continua ad irradiare sacralità e protezione sul territorio dove è nato, vissuto e venerato.
(…) Molte altre opere pregevoli custodisce questo Convento di Stroncone: l’arredo della sagrestia, realizzato sicuramente in loco, di grande valore e per antichità e per fattura, dove si conservano reliquiari, ostensori, pianete di fine lavoro. In alto, a sinistra nell’entrare, campeggia un bellissimo dipinto raffigurante S. Girolamo, opera del ‘600 di pittore baroccesco. Ma una in particolare merita, a mio avviso, maggiore considerazione; si tratta della tavola su cui è giaciuto per tanti anni il sacro corpo del beato Antonio, donata, nel 1681, al padre Giovanni Salvati da Stroncone dal guardiano di S. Damiano. La tavola fu tolta da sotto il corpo del beato, alla presenza del notaio e dei testimoni, da due sacerdoti, quindi sigillata con i sigilli del convento, autenticata da Mons. Giustiniani vescovo di Assisi e consegnata al padre Giovanni, che ne fece dono alla chiesa di S. Francesco di Stroncone. La tavola fu dipinta dal pittore Francesco Providoni, bolognese, alla maniera in cui il sacro corpo giace nell’urna. Fu posta alla pubblica venerazione dei fedeli il 24 maggio 1682 e, in tale occasione, tutte le campane del paese suonarono a festa. Si fece una solenne processione con la partecipazione del Commissario e con numeroso concorso di popolo; seguì poi una messa solenne, cantata dal lettore del convento, padre Benigno da Stroncone il quale recitò, in onore del Beato, un panegirico che eccitò ed accese tutti di devozione verso il Beato (G. Angeletti, Stroncone e i suoi “Santuari”, 2002).
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Concordando preventivamente con il padre Guardiano, è possibile trascorrere dei periodi di ritiro, preghiera e silenzio guidati da un frate della comunità.
Convento San Francesco - 05039 Stroncone (TR)
Tel. 0744/60111
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Paolo Rossi
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